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minuti più tardi, la barra automatica fu nuovamente ne era tanto calma da parere dura. Ma all'improvvi-
istemata e Weil si tenne pronto alla barra di con- so tutto il suo viso si illuminò in un aperto sorriso»;
trollo. «Pronti, George» disse Fermi e Weil portò la egli chiuse il regolo ...
barra al punto determinato. Gli spettatori ripresero «La reazione si sostiene da sola - annunciò tran-
a guardare ed aspettare; a guardare il movimento quillamente, gioiosamente -la curva è esponenziale»,
dei contatori ed il diagramma, ed aspettare il risul-
tato ed a calcolare, in base agli indicatori, l'aumento Il gruppo stette ad osservare intensamente per
della velocità della reazione. ventotto minuti: il primo reattore nucleare del
mondo era entrato in funzione. Il movimento del-
Alle I4 e 50 la barra di controllo fu estratta di un l'indice verso l'alto tracciava una linea sottile sul
altro piede; i contatori scoppiarono quasi e l'indice diagramma; non vi era cambiamento che indicasse
del grafico uscì dalla carta. Ma la meta agognata un livellamento. L'esperimento era riuscito.
non era ancora raggiunta; i rapporti del conteggio e «Ok, dentro 'zip'» disse Fermi a Zinn che con-
la scala del grafico dovettero essere cambiati. trollava quella barra. Erano le I5 e 53. Bruscamente,
«Tirala fuori di sei pollici» disse Fermi alle 15 e i contatori rallentarono, l'ago scivolò giù attraverso
20.Di nuovo si verificò il cambiamento di velocità la carta. Tutto era finito.
a cui successe illivellamento. Cinque minuti più L'uomo aveva provocato una reazione a catena
tardi Fermi ordinò: «Tirala fuori di un altro piede». autosostenentesi e l'aveva arrestata; egli aveva libe-
Weil ritirò la barra. rato l'energia del nucleo dell'atomo ed aveva con-
«Questa volta ce la fa» disse Fermi a Compton trollato quell' energia.
che gli era accanto. «Ora si sosterrà da sola; la linea
salirà e continuerà a salire; non si livellerà più». Subito dopo che Fermi ebbe dato ordine di fer-
Fermi misurò la velocità dell'aumento dei neu- mare il reattore, il fisico teorico di origine unghere-
troni per la durata di un minuto e, scuro in volto, se Eugene Wigner gli venne vicino con un fiasco di
prese a fare silenziosamente altri calcoli sul regolo. Chianti; durante tutto l'esperimento Wigner aveva
Un minuto dopo calcolò di nuovo la velocità. Se tenuto il fiasco nascosto dietro la schiena.
la velocità era costante e rimaneva tale, significava Fermi sturò il fiasco e fece portare dei bicchieri
che la reazione si sosteneva da sola; le sue dita di carta, così che tutti potessero bere; versò un po' di
manovrarono il regolo con la velocità del lampo; in vino nei bicchieri e in silenzio, solennemente, senza
maniera caratteristica, capovolse il regolo e annotò brindisi, gli scienziati portarono il bicchiere alle
alcune cifre sul dorso d'avorio; tre minuti dopo cal- labbra; erano il canadese Zinn, gli ungheresi Szilard
colò nuovamente la velocità di aumento nel conteg- e Wigner, l'italiano Fermi, gli americani Compton,
gio dei neutroni. Anderson, Hilberry e una ventina di altri. Bevvero
Il gruppo sul balcone si era ora raccolto per al successo e alla speranza di essere stati i primi a
poter vedere gli strumenti; quelli di dietro allunga- nuscire.
vano il collo per essere sicuri di non perdere il Un piccolo gruppo fu lasciato a rimettere a
momento preciso in cui si faceva la storia. Dal posto ogni cosa, a bloccare i comandi, a controllare
fondo si sentiva William Overbeck che faceva il tutti gli apparecchi. Mentre il gruppo degli scien-
conteggio dei neutroni attraverso un sistema di ziati stava per lasciare il settore occidentale, una
segnalazione. Leona Marshall (la sola donna presen- delle guardie chiese a Zinn: «Che cosa sta succe-
te), Anderson e William Sturm registravano le let- dendo Dottore? E avvenuto qualcosa là dentro?»
ture degli strumenti. Da quel momento il ticchettio La guardia non aveva sentito il messaggio che
dei contatori si fece troppo veloce per l'orecchio Arthur Compton aveva trasmesso con una telefona-
umano; era come un ronzio costante. Fermi, impas- ta interurbana a James B. Conant ad Harvard. Il
sibile, tranquillo, continuava a fare i suoi calcoli. loro codice non era stato stabilito in precedenza.
«Non potevo vedere gli strumenti - disse Weil- «Il navigatore italiano è sbarcato nel Nuovo
dovevo guardare costantemente Fermi, in attesa di Mondo» disse Compton. «Come si sono comportati
ordini. Il suo volto era immobile; gli occhi correva- gli indigeni?» chiese Conant. «Molto amichevol-
no veloci da un quadrante all'altro; la sua espressio- mente.»
La prima pila I 29
Corbin AI/ordice, Edward R. Trapnel/

